
L'Mashkr: Il Rito Millenario
Il carnevale di Tricarico è un'esplosione di colori, suoni e tradizioni ancestrali che rivivono ogni anno tra le strade del borgo.
La Storia e il Simbolismo
Un Rito che Viene da Lontano
All'alba del 17 gennaio, giorno in cui ricorre la memoria di Sant'Antonio Abate, il borgo di Tricarico si risveglia con un suono che non è di questo tempo. I campanacci cominciano a risuonare tra i vicoli della Rabatana, e la città si trasforma. Quello che sembra un carnevale è, in realtà, qualcosa di molto più antico: un rito agro-pastorale in cui la comunità mette in scena la transumanza, il grande spostamento stagionale delle greggi tra le montagne e le pianure.
Le radici del rito affondano nel substrato culturale lucano, in un tempo in cui la vita degli uomini era scandita dai cicli della natura e dal lavoro della terra. La maschera non era un costume da festa: era un'identità temporanea, un modo per invocare la fertilità dei campi, la salute degli armenti, la prosperità del villaggio. Questo non è folklore. È memoria viva.

Vacche e Tori del Carnevale di Tricarico in corteo · © Wikimedia Commons (CC BY-SA)

Maschere tradizionali Vacche e Tori di Tricarico · © Wikimedia Commons (CC BY-SA)
Vacche, Tori e il Mascararo
Il corteo è diviso in due schiere: le Vacche, con costumi candidi e campanacci minuti, e i Tori, avvolti in scuri mantelli e campanacci possenti. Non sono semplici figuranti: rappresentano una mandria in cammino, con i suoi umori, le sue gerarchie, le sue scaramucce. In testa al gruppo cammina il mascararo, la figura che guida il ritmo con il suono ipnotico dei campanacci.
Le teste delle maschere, scolpite artigianalmente in cartapesta, riproducono con straordinaria precisione le fattezze degli animali. Ogni dettaglio — il pelo, le corna, lo sguardo — è il frutto di una tradizione tramandata a mano, da generazione a generazione, nelle botteghe del borgo. Indossarle significa entrare in un mondo di confine, tra l'umano e l'animale, tra il sacro e il profano.
Il Corteo e il Funerale della Maschera
Il corteo si muove tra le piazze e i vicoli del centro storico al ritmo ossessivo dei campanacci. È un suono fisico, che si sente nel tepto prima ancora che nelle orecchie. Gli abitanti si affacciano dai balconi, i bambini seguono il corteo, i forestieri rimangono immobili ad osservare, stupefatti da qualcosa che non rientra in nessuna categoria turistica.
Il carnevale si chiude con il "funerale" della maschera: un rito simbolico in cui la figura del Carnevale viene sepolta o bruciata, segnando il passaggio alla Quaresima. È il momento più alto e più antico: quello in cui la comunità riconosce che ogni festa ha il suo limite, che ogni abbondanza precede un tempo di riflessione. In quel funerale c'è tutta la saggezza contadina di un popolo.
"Il Carnevale di Tricarico non è uno spettacolo. È un atto comunitario. Chi lo guarda dall'esterno vede dei costumi. Chi ci vive dentro, vede un mondo."— Testimonianza di un abitante di Tricarico
Scorci del Carnevale



Raduno Internazionale delle Maschere Antropologiche
Dal 2011, ogni estate, Tricarico diventa il crocevia di culture, riti e identità che il mondo contemporaneo rischia di perdere per sempre.
Ideato dalla Pro Loco di Tricarico, il Raduno Internazionale delle Maschere Antropologiche è nato come vetrina delle tradizioni demo-etno-antropologiche della Lucania, aprendosi progressivamente a realtà nazionali e internazionali. Oggi è un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e gruppi folklorici provenienti da ogni angolo del pianeta.
Il raduno non è una semplice sfilata in costume. È un dialogo tra culture che condividono la stessa consapevolezza: che la maschera, in ogni latitudine, è un linguaggio universale. Un modo antico di raccontare chi siamo, da dove veniamo, cosa temiamo e cosa celebriamo.
"La maschera non nasconde il volto. Lo rivela."— Spirito del Raduno di Tricarico

Tricarico, Basilicata · Foto di Pasquale Lamarra
Le maschere del mondo a Tricarico
Nel corso delle edizioni, il raduno ha accolto gruppi mascherati da Bolivia, Portogallo, Bulgaria, Spagna, Romania e da numerose regioni d'Africa e del Mediterraneo, oltre alle più importanti espressioni del carnevale lucano.
XV Edizione — Tricarico 2026
4 · 5 · 6 Settembre 2026 — Folklore e Tradizione

Disponibile a Breve
Locandina e programma completo in arrivo
Data
4 · 5 · 6 Settembre 2026
Luogo
Centro Storico, Tricarico
Temi
Folklore · Tradizione
Partecipanti
+15 nazioni · 100+ maschere
Seguici sui social o torna presto per il programma completo, la locandina ufficiale e tutte le informazioni sulla XV edizione 2026.
Un programma ricco e immersivo
Sfilata Internazionale
Il cuore del raduno: centinaia di figuranti in costume percorrono le vie del borgo antico.
Convegni e Ricerca
Tavole rotonde su antropologia, identità culturale e futuro delle tradizioni popolari.
Mostre e Installazioni
Murales, installazioni artistiche e mostre fotografiche dedicate alla cultura contadina lucana.
Sorsi e Morsi
Percorsi enogastronomici per scoprire le eccellenze del territorio lucano.



Foto del collage: Pasquale Lamarra (eccetto Vacca e Toro)
Il progetto europeo MASKS
Il raduno è inserito nella "Rete dei Carnevali Lucani con Valenza Antropologica" e collabora con l'Università degli Studi della Basilicata e con il progetto europeo MASKS, che promuove la salvaguardia del patrimonio immateriale legato alle tradizioni delle maschere rituali nel bacino mediterraneo.